La rendita catastale

La rendita catastale è la base per determinare il valore catastale di un immobile ai fini del calcolo IMU e TARI. Essa è definita sulla base di due elementi:

1) La dimensione dell’immobile, misurata sulla base del numero dei vani, la superficie e la volumetria;

2) Estimo: la tariffa di estimo è relativa alla zona censuaria in cui è situato l’immobile e alla sua tipologia. Le tariffe d’estimo sono determinate dal comune sulla base della destinazione d’uso prevista per l’immobile.

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Al termine della costruzione dell’immobile, quando è dichiarato agibile, il proprietario ha 30 giorni per proporre una rendita catastale all’Agenzia del Territorio in base alla destinazione d’uso dell’immobile. L’agenzia del territorio a sua volta può accettare la rendita proposta o attribuirne una nuova. La moltiplicazione della rendita catastale per il moltiplicatore relativo alla sua destinazione d’uso determina il valore catastale dell’immobile in questione.

Come si ottiene la rendita catastale di un immobile?

Per conoscere la rendita catastale di un immobile è necessario essere in possesso dei dati catastali. I dati catastale necessari per conoscere la rendita sono: comune, sezione, foglio, mappale (particella), sub (subalterni, che possono anche essere vari per ogni immobile)
È possibile ricavare i dati catastali dall’atto di compravendita dell’immobile (rogito) o chiedendo una visura catastale gratuita per indirizzo o per nominativo presso il catasto o la più vicina agenzia del territorio.

Per tre tipologie di immobili è oggi possibile ridurre la rendita catastale in modo da pagare meno IMU e TARI. Ecco quali:

  1. Unità immobiliari precedentemente adibite a negozie successivamente chiuse o adibite a magazzini, depositi o laboratori, hanno spesso una rendita catastale troppo alta: in tali casi è possibile una variazione catastale e una riduzione della classe di merito, che avrà come effetto anche una riduzione della rendita.
  2. Case molto vecchie o in stato di degrado o senza servizi igienici. In tal caso, si può presentare agli enti preposti una denuncia di variazione di rendita tramite un professionista o un tecnico specializzato.

Nel caso in cui il fabbricato sia di vecchia costruzione, solo in parte degradato, è possibile invece frazionarlo e distaccarlo in due porzioni logorate, classificate diversamente e in un’altra categoria, in modo da abbassare la rendita catastale complessiva e di conseguenza le imposte da pagare sull’immobile stesso.

  1. Immobili sottoposti a errori di censimento. Esistono immobili residenziali la cui rendita catastale è eccessivamente alta a causa di errori di censimento. Per correggere tale situazione è necessario presentare una specifica istanza di rettifica, all’ufficio provinciale dell’agenzia del Territorio della propria zona residenziale o alla propria regione. Una volta corretto l’errore, la rendita catastale risulterà ridotta e proporzionata all’immobile in questione.
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