Il contratto di locazione 3+2

Buon pomeriggio dalla MQ Immobiliare di Palermo! Proseguiamo oggi con il terzo appuntamento dedicato alle principali tipologia di contratti di locazione usate in Italia.

Dopo avere dedicato un primo post al contratto “4+4” e un secondo al contratto di locazione a uso transitorio, oggi ci occupiamo del contratto a canone concordato, meglio noto come “3+2”.

Il contratto di locazione a canone concordato o “3+2” è un contratto d’affitto a uso abitativo della durata minima di 3 anni, con rinnovo tacito di altri 2 anni. Questo tipo di contratot ha un canone calmierato, ossia più basso rispetto al “4+4” ma il limite minimo e il limite massimo cui corrisponde dipende da appositi accordi territoriali sottoscritti su base locale tra le organizzazioni della proprietà edilizia (ad esempio Appc, Asppi, Confappi, Confedilizia, Uppi) e quelle dei conduttori maggiormente rappresentativi (ad esempio Conia, Sicet, Sunia, Uniat).

Ogni comune italiano dispone di apposite tabelle in cui sono inseriti i parametri  e le fasce di prezzo per stabilire i limite entro i quali calcolare il canone d’affitto da richiedere al locatore.

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Come già ricordato, questo tipo di contratto ha una durata minima di 3 anni, alla scadenza dei quali, con preventiva  comunicazione, è possibile revocarlo per stipularne un altro a condizioni differenti o disdirlo. Anche al termine dei 2 anni di rinnovo tacito, è possibile disdirlo o rinnovarlo ancora tacitamente alle stesse condizioni.

Una domanda che sarà sorta spontanea a chi ha precedentemente letto il post sul canone 4+4 sarà stata sicuramente: Non sarebbe meglio chiedere al proprio inquilino un canone che più si desidera e senza limite minimo e limite massimo? Quali agevolazioni ha un conduttore se affitta un suo immobile a un canone più basso?

La risposta è semplice: ciò che si perde in canone di affitto calmierato, si guadagna in risparmio sulle tasse perchè

  • Il conduttore puoi godere di una riduzione del reddito imponibile Irpef del 30% sugli immobili locati. A questa riduzione aggiungerà la riduzione ordinaria del 5%;
  • se sceglie di dare in affitto il tuo appartamento con cedolare secca (ne scriveremo prossimamente), l’aliquota Irpef su questa parte del reddito scende addirittura al 15% se l’appartamento si trova in un Comune ad alta tensione abitativa, o in un Comune limitrofo;
  • Se opta per la cedolare secca, ha anche diritto all’esenzione dall’imposta di registro del 2%, dalle addizionali regionali e comunali, e dall’imposta di bollo ;
  • Se il reddito complessivo dichiarato non supera i 15.493 Euro, il conduttore può beneficiare di un’ulteriore riduzione fiscale di 495 euro. Diversamente, per redditi fino a 30,987 euro la detrazione è pari a 247 Euro.

Meglio il “4+4” o il “3+2”? a voi la scelta!

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