GUIDA ALL’ACQUISTO 17 – LEASING IMMOBILIARE ABITATIVO – INADEMPIMENTO

1200x900_Depositphotos_124919190_originalCon la stipula del leasing sorge a carico dell’utilizzatore l’obbligo al pagamento di canoni periodici indicati nel contratto. Nel caso in cui l’utilizzatore non pagasse i canoni senza una delle motivazioni previste dalla Legge  – e di cui si è trattato nel precedente articolo – il concedente potrà risolvere il contratto per l’inadempimento dell’utilizzatore, secondo quanto previsto nel contratto di leasing. Diventa quindi di fondamentale importanza che eventuali ipotesi di risoluzione per inadempimento siano espressamente disciplinate nel contratto.

scott-graham-OQMZwNd3ThU-unsplashA seguito della risoluzione, il concedente ha diritto alla restituzione dell’immobile. Per il rilascio dell’immobile, alla società di leasing è consentito agire con il procedimento di convalida di sfratto, esattamente lo stesso procedimento previsto per le locazioni ordinarie per il caso di morosità dell’inquilino. Una volta risolto il contratto, il concedente deve procedere alla vendita dell’immobile ovvero alla sua ricollocazione. In questi casi è previsto che il concedente debba attenersi a criteri di trasparenza e pubblicità nei confronti dell’utilizzatore. In virtù di tali obblighi, nella vendita o ricollocazione del bene, il concedente dovrà adottare procedure che garantiscano il miglior risultato possibile anche nell’interesse dell’utilizzatore.

Una volta venduto o ricollocato il bene – sempre nel rispetto delle condizioni di trasparenza e pubblicità di cui sopra – il concedente dovrà restituire all’utilizzatore quanto ricavato dalla vendita o dalla ricollocazione al netto delle seguenti somme che il concedente ha il diritto di trattenere:

  • la somma dei canoni scaduti e non pagati fino alla data della risoluzione;
  • i canoni successivi alla risoluzione attualizzati;
  • le spese condominiali sostenute;
  • il prezzo pattuito per l’esercizio del riscatto finale;
  • se da questa operazione dovesse derivare un saldo negativo, l’utilizzatore dovrà rifondere la differenza al concedente.

og_il-contratto-preliminare-i-vantaggi-della-trascrizioneQualora, invece, fallisse il venditore/costruttore, cioè quel soggetto che ha venduto al concedente l’immobile poi messo a disposizione dell’utilizzatore, il bene così acquistato non è soggetto a revocatoria fallimentare. Invece, se a fallire dovesse essere la società di leasing, il contratto proseguirà regolarmente, e si applicherà la disciplina prevista per tale ipotesi dalla legge fallimentare a prescindere dal tipo di bene oggetto di leasing; pertanto il contratto proseguirà e l’utilizzatore conserverà la facoltà di acquistare alla scadenza del contratto la proprietà del bene, previo pagamento dei canoni e del prezzo di riscatto. Sostanzialmente, nessuna conseguenza negativa si produrrà a danno dell’utilizzatore in caso di fallimento del concedente.

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