La dichiarazione di successione nella compravendita immobiliare

Molto spesso accade che si decida di mettere in vendita un immobile in quanto si tratta di una proprietà indivisa, ricevuta per eredità. In questi casi, il vero è proprio atto di provenienza dell’immobile è costituito dalla dichiarazione di successione, che andrà presentata al notaio per potere poi effettuare la compravendita. Ma che cos’è nello specifico questo documento? Questo articolo si pone come obiettivo quello di fornire una panoramica completa di questo importante aspetto.

Innanzitutto la dichiarazione di successione è un adempimento fiscale che deve essere presentato entro un anno dalla data del decesso del de cuius; data che coincide con quella di apertura della successione. Con questa dichiarazione avviene il trasferimento ufficiale dei beni del defunto ai suoi eredi. Inizialmente si comunica all’Agenzia delle entrate il patrimonio posseduto dal defunto; successivamente l’Agenzia provvede al calcolo delle imposte che gli eredi – in base al loro grado di parentela – sono tenute a pagare all’erario. Queste imposte, inoltre, sono soggette a variazioni in base a specifiche disposizioni testamentarie, qualora la successione avvenga per questa via e non sia quella cosiddetta di legittima.

In entrambi i casi – successione testamentaria e successione diretta – la dichiarazione di successione è un atto obbligatorio. Quest’obbligo, però, può decadere nel caso in cui gli eredi abbiano rinunciato alla loro quota di eredità. La dichiarazione può essere presentata dagli eredi, cioè da coloro che sia per diritto che per nomina testamentaria, sono chiamati a succedere nella proprietà dei beni del defunto; può essere presentata dai legatari, cioè da coloro che sono nominati nel testamento solamente per un bene specifico e non fanno parte della totalità del testamento; può essere presentata dagli amministratori dell’eredità, cioè da coloro i quali assicurano l’adeguata amministrazione dell’eredità nel tempo che intercorre dalla successione all’accettazione dell’eredità da parte degli aventi diritto; può essere presentata dall’esecutore testamentario, cioè da quella figura incaricata di assicurarsi che le ultime volontà del defunto – espresse nel testamento – siano rispettate nella loro totalità.

Ognuna delle figure sopra elencate è libera di nominare un esperto – ad esempio un avvocato – che segua l’intero iter burocratico. Nel caso di un ritardo o della mancata presentazione della dichiarazione di successione entro i termini previsti per legge, si incorre in pesanti sanzioni amministrative. La dichiarazione, inoltre, può essere presentata per via telematica, attraverso un intermediario, oppure recandosi personalmente presso gli sportelli di un ufficio dell’Agenzia delle entrate.

Per potere presentare con successo la dichiarazione di successione sono richiesti una serie di documenti fondamentali quali:

  • Certificato di morte del de cuius;
  • Atto di notorietà degli eredi in cui siano indicati anche il tipo di successione ed il regime patrimoniale;
  • Certificato dell’ultima residenza del de cuius;
  • Stato di famiglia del defunto;
  • Copia del testamento autenticato da un notaio – questo nel caso di successione testamentaria;
  • Visure catastali dei beni immobiliari del defunto oggetto della successione;
  • Dichiarazione di destinazione urbanistica – nel caso in cui vi siano dei terreni oggetto della successione;
  • Dichiarazione degli eredi nel caso in cui vi sia una rinuncia dell’eredità da parte di uno o più di essi.

Una volta raccolta tutta questa documentazione, la dichiarazione di successione deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate attraverso i suoi servizi telematici oppure, sempre per via telematica, può essere presentata da un intermediario quale un avvocato, un commercialista od un caf. Alla presentazione della dichiarazione di successione si devono inoltre allegare le ricevute di pagamento delle imposte di bollo, delle tasse ipotecarie ed eventuali tributi speciali.

Per quanto concerne il versamento dell’imposta di successione, essa può essere versata a rate qualora l’importo superi i mille euro, ma almeno il 20% dell’importo deve essere pagato entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione. La parte restante potrà essere pagata in otto rate a scadenza trimestrale.

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