MQ, Strade e Case: via Del Celso

Buon pomeriggio dalla Panormitania-Immobiliare MQ di Palermo e soprattutto buon inizio 2019!

Cominciamo questo nuovo anno con un post della rubrica “MQ, Strade e Case”, dedicato agli appassionati di toponomastica e anche ai futuri nostri acquirenti che vogliono conoscere un po’ di storia dei luoghi in cui andranno ad abitare. Non a caso, dopo i primi accenni sulle origini del nome di una via di Palermo, è nostra prassi proporvi uno o più immobili che vi sorgono.

Il post odierno è dedicato a via Del Celso, un lungo vicolo lastricato del nostro Centro Storico, che collega la notissima via Maqueda con la meno nota via delle Scuole e che è anche delimitata, su via Maqueda, dalla Chiesa di S. Ninfa ai Crociferi e, su via delle Scuole, dalla chiesa di S. Agata alla Guilla.

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Se ci troviamo in via Del Celso, ci troviamo in una via antichissima di Palermo, una via che esiste almeno dal periodo punico-romano. Fino al XVII secolo era nota come via del Cancelliere perché in essa sorgeva la medievale Chiesa di Santa Maria del Cancelliere con annesso monastero benedettino, entrambi distrutti tra la notte del 29 e del 30 giugno 1943, a causa dell’ultimo bombardamento aereo su Palermo durante la Seconda Guerra Mondiale.

Oggi la via è meglio nota come via del Celso, naturale adattamento del suo nome durante la dominazione araba: celso deriva da ruga-kes o sucac el kes e significa Celso.

Un tempo era una delle arterie principali del Cassaro, oggi è piena di casupole mezze crollate o mute perché disabitate o frequentate dalle colombe immortalate da Google Maps nella foto 1, ma a tratti è rianimata sia dalla presenza di case vacanza e dalla frequentata moschea dei sunniti tunisini, sia dall’intensa vita notturna che affolla i vicoli e vicoletti ( su tutti via dei Candelai).

Alcune palazzine sono in via di radicale ristrutturazione e restauro, proprio come quella della foto 2. La palazzina sarà dotata di ascensore e ogni appartamento disporrà ad esempio di porta blindata e infissi in vetro camera a taglio termico.

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Vi piacerebbe vivere nel cuore pulsante del Centro di Palermo, in una via che testimonia la nostra ricca storia?

Visitate il nostro sito www.immobiliaremq.com e successivamente chiamateci ai numeri 091/6259708 o 339/3669719 per saperne di più.

Alla prossima!

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Vivere a Palazzo Lo Mazzarino e Palazzo Sperlinga, ora si può!

Buon venerdì dalla Panormitania ServiceMQ Immobiliare di Palermo. Cominciamo scusandoci di avere interrotto la cadenza settimanale con la quale abbiamo finora pubblicato i nostri post: non eravamo spariti ma tanto impegnati sia con le nostre quotidiane “mansioni immobiliari”, sia con l’organizzazione e sponsorizzazione di “De Rerum Natura”, mostra bi personale di pittura conclusa appena pochi giorni fa.

Siamo tornati a scrivere (si spera!) regolarmente dedicando un bel post alla Storia e ad alcune Bellezze in corso di restauro e ripristino del nostro Centro Storico.

Come ben sapete, la città di Palermo, per via della sua posizione strategica che geograficamente la colloca al centro del Mar Mediterraneo, è sempre stata meta di traffici, commerci e colonizzazioni: si pensi agli antichi greci o ai fenici, si pensi agli arabi e ai numerosi mercanti genovesi, pisani, amalfitani, veneti, ebrei  o catalani che dall’età medievale hanno sostato a Palermo e l’hanno abitata per i secoli successivi. In particolare i mercanti genovesi hanno ricoperto un ruolo fondamentale nell’economia siciliana: molte ricche famiglie di mercanti hanno, per molto tempo, tenuto in mano l’economia dei grani siciliani e hanno diversificato le loro attività commerciali, sono divenuti pure massimi committenti di chiese e varie opere d’arte e gli artefici di numerosi interventi urbanistici nella città.

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Dove vivevano i mercanti a Palermo? Essi abitavano nell’attuale quartiere della Loggia che sorge nel quadrilatero delimitato da corso Vittorio Emanuele, via Roma, la Cala e via Meli e che comprende al suo interno vie come via dell’Argenteria o dei Materassai, Piazza del Garraffo e Piazza Garraffello e l’attuale mercato della Vucciria.

Nel quartiere della Loggia si trovavano le varie logge (la loggia dei genovesi, la loggia dei catalani, la loggia dei pisani ecc.), ossia spazi coperti o all’aperto dove i mercanti contrattavano i loro affari.  Era una zona di Palermo molto popolosa, piena di fondaci, botteghe, spacci, negozi e di ricchi e sfarzosi palazzi dove gli stessi mercanti risiedevano o dove, come è avvenuto per l’attuale palazzo Ramacca, che si affaccia su piazza Garraffello, sorgeva la Tavola di Palermo o Banco pubblico, edificio sorto per subentrare ai banchi dei mercanti e per potere vigilare e sedare il dilagante fenomeno della falsa moneta. Oggi nulla resta dei fasti dei pisani e dei genovesi; il quartiere è solo un pallido ricordo di quello che fu; le case sono cadenti e semicrollate ed in parte disabitate; l’impressione è di estremo squallore; non esistono più logge dei mercanti ma bancarelle sparse di giorno e localini aperti la sera. Solo la fontana del Garraffello, deteriorata dal tempo e dal vandalismo, invasa dalle immondizie, sta a ricordare i fasti che furono del quartiere della Loggia.

Proprio nel cuore del quartiere della Loggia sorge Piazza del Garraffello, antica sede dell’antica loggia coperta dei Genovesi, che divenne poi loggia scoperta dei catalani nel 1437, dopo un editto del re Alfonso. Su questa piazza sorgevano il già nominato palazzo Ramacca, sede della Tavola di Palermo, palazzo Lo Mazzarino Merlo, casa del profumiere genovese Girolamo Mazzarino e la casa di Francesco Zoppetta, ricco mercante pisano collezionista d’arte, nota oggi come Palazzo Sperlinga perché gli fu espropriata nel 1649 per divenire poi la dimora dei duchi di Sperlinga.

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Oggetto del nostro post sono proprio Palazzo Lo Mazzarino e Palazzo Sperlinga, che stanno per essere recuperati e restaurati radicalmente come mostra il rendering che abbiamo inserito tra le nostre immagini.

Palazzo Lo Mazzarino, che diede i natali, nel 1576, a Giovan Pietro, padre del famoso cardinale Giulio Mazzarino, primo ministro alla corte del Re Sole, potrà tornare a riavere la sua facciata tardo-rinascimentale e i suoi lussureggianti balconi a petto d’oca e su Palazzo Sperlinga, divenuto, nel XIX, la Villa di Milano, ossia un sontuoso albergo poi caduto in disuso, potrà tornare a campeggiare il suo portone con bugne sagomate e frontone curvilineo.

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Entrambi i palazzi smetteranno di versare nel degrado per essere restaurati e abitati da chi vorrà acquistare qualcuno degli appartamenti di 2, 3, 4 vani, tutti balconati e alcuni terrazzati. Per saperne di più chiamateci ai numeri 091/6259708 o 339/3669719 o visitate il nostro sito www.immobiliaremq.com!

MQ, strade e case: via Antonino Pasculli

Buon venerdì dalla MQ Immobiliare di Palermo! Oggi dedichiamo la rubrica “MQ, strade e case” ad un eccellente oboista palermitano cui è intitolata un’omonima via che sorge a pochi passi dal Villino Florio: Antonino Pasculli.

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Antonino Pasculli  nacque a Palermo il 13 ottobre nel 1842 da Francesco, funzionario del governo borbonico, e da Angela Cottone.

Rimasto orfano, entrò come interno nell’allora Real Collegio di Musica (oggi conservatorio Bellini) di Palermo, dove studiò vari strumenti, dedicandosi in particolare all’oboe.

Nel gennaio 1860, dunque nemmeno diciottenne, ricevette l’incarico di maestro d’oboe del Real Collegio, che avrebbe ricoperto per tutta la vita. Scrisse numerose composizioni per oboe e orchestra o oboe insieme con altri strumenti che lo resero presto noto sia a Palermo, sia a Napoli, Roma, Firenze e Ferrara, ma anche in Austria e in Germania.

Intorno al 1884 gravi problemi agli occhi spinsero Pasculli ad abbandonare la sua promettente carriera di solista e a dedicarsi all’insegnamento nel conservatorio e alla banda municipale. Si dedicò con entusiasmo al miglioramento di questa istituzione, attraverso concorsi pubblici per assumere nuovi musicisti e un rinnovamento dei programmi. La banda si esibì regolarmente in concerto sia all’aperto sia in teatro, e addirittura il 18 marzo 1882 fu diretta da Richard Wagner, allora ospite di villa Gangi ai Porrazzi.

Nel 1913 Pasculli si ritirò dal servizio in conservatorio e fu proclamato professore emerito. Morì a Palermo il 23 febbraio del 1924.

La figura e le composizioni di Pasculli sono state riscoperte solo negli anni Ottanta del Novecento, grazie a grandi esecutori come Heinz Holliger e Omar Zoboli che ne hanno valorizzato lo straordinario virtuosismo e che hanno contribuito a riconoscerlo come  uno dei maggiori oboisti di tutti i tempi. Si è ipotizzato ch’egli usasse già la tecnica della ‘respirazione circolare’, anche se è probabile che il suo straordinario virtuosismo fosse agevolato dalla meccanica degli strumenti a sua disposizione, più leggera di quelli attuali.

Mentre vi consigliamo di ascoltare questa sua composizione su Youtube,

se cercate un sei vani nella tranquilla zona del Villino Florio, ecco il link alla scheda di un immobile che potrebbe fare al caso vostro. E se desiderate saperne di più, chiamateci pure ai numeri 091/6259708 o 339/3669719.

Alla prossima!

 

MQ, strade e case: via Balcescu

Buon pomeriggio dalla MQ Immobiliare di Palermo-Panormitania Service! Oggi ci occuperemo del secondo appuntamento della nuova rubrica “MQ, strade e case”, inaugurata con il post dedicato a Via Pirriaturi, ricordate?

Come vi abbiamo già raccontato, di tanto in tanto abbiamo deciso di dedicare un post a una via di Palermo, spiegandone l’origine o narrando la biografia del personaggio cui è intitolata, precisando pure che in questa via si trova uno o più degli immobili che la nostra agenzia immobiliare gestisce.

Oggi vi scriveremo chi era Nicolae Bălcescu, al quale è stata intitolata una traversa di via Evangelista Di Blasi, strada che collega Piazza Noce con viale Regione Siciliana.

NICOLAE-BALCESCUNicolae Bălcescu è stato un rivoluzionario rumeno, nato a Bucarest nel 1819 e morto a Palermo, a soli 33 anni, nel 1852.

Ebbe una vita breve ma assai movimentata perché si spostò molto in tutta Europa per difendere la causa risorgimentale. Fu, inoltre, arrestato varie volte a Bucarest e partecipò ai moti del 1848, in Francia ed entrò nel governo provvisorio.

Nel corso dei suoi soggiorni parigini, conobbe Giuseppe Mazzini, il cui influsso è evidente nei suoi scritti.

Ha scritto, anche se rimasta incompiuta, la Istoria Românilor sub Mihaiu Vodă Viteazul (“Storia dei Romeni sotto Michele il Bravo”,  pubblicata postuma nel 1878).

Il suo primo soggiorno a Palermo è datato 1847, quando decise di raggiungere l’Isola ed il capoluogo per tentare di guarire dalla tisi contratta durante uno dei suoi periodi di prigionia.
Il suo secondo soggiorno, invece, è datato 18 ottobre 1852, ma il suo fisico era ormai troppo logorato dalla tubercolosi. Morì pochi giorni dopo, il 29 novembre.

È stato seppellito al Cimitero dei Rotoli, dove per lui è stato pure eretto nel 1935 un monumento funebre in marmo di Carrara.

Se cercate casa a Palermo, tra viale Regione Siciliana e Piazza Noce in via Nicolae Bălcescu, disponiamo di uno spazioso 4 vani di 130 metri quadrati commerciali in buone condizioni.

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È composto da ingresso su saletta, soggiorno, tre camere, cucina abitabile, due bagni e un ripostiglio. Gli spazi esterni sono costituiti da due balconi, di cui uno con esposizione sul prospetto principale, ed il secondo con esposizione sul cortile condominiale. L’unità immobiliare è dotata di porta blindata, infissi in vetro camera, pompe di calore ed impianto di riscaldamento autonomo a radiatori.

Per avere maggiori informazioni e/o per fissare un appuntamento per visionarlo, chiamateci ai numeri 091/6259708 o 339/3669719.

MQ, strade e case: via Pirriaturi

Buon pomeriggio, Cari Follower del blog di MQ Immobiliare di Palermo-Panormitania Service!

Oggi inauguriamo una nuova rubrica che ci auguriamo possa accontentare chi cerca casa e chi è un appassionato di storia e di toponomastica. Si intitolerà “MQ, strade e case” e sarà dedicata, di volta in volta, a qualcuno degli immobili da Noi gestiti e alle curiosità storiche sui nomi delle vie in cui esse sorgono…non avete, infatti, mai indagato o non vi siete mai chiesti perché la strada in cui abitate si chiama proprio in quel modo?

Da oggi, con la rubrica “MQ, strade e case”, l’agenzia MQ Immobiliare di Palermo soddisferà curiosità storiche e bisogni abitativi: non vi pare un’idea simpatica?

BANNER_PIRRIATURICol post odierno iniziamo con un gruppo di immobili in fase di realizzazione che sorgono sui resti di una palazzina settecentesca a pochi passi dal Tribunale di Palermo. Sono di varia metratura e prevalentemente di 2 o 3 vani, ideali sia come b&b o case vacanza, per uso abitativo o uso ufficio e sorgono nella storica Via Pirriaturi. Per maggiori informazioni circa la distribuzione dei vani, gli accessori e tutti gli optional, chiamateci ai numeri 091/6259708 o 339/3669719 e chiedeteci de “Le terrazze sulla Cattedrale” proprio perché, solo spostandosi a piedi, da via Pirriaturi sono raggiungibili il Tribunale, la Cattedrale o il Teatro Massimo di Palermo!

Ma, a proposito di nomi di vie, mentre leggevate, vi siete chiesti cosa o chi fosse o fossero questo o questi pirriaturi?

A domanda e curiosità, segue subito la nostra risposta.Il termine pirriaturi o pitriaturi deriva dal termine pirrera o pitrera, che a sua volta deriva dal termine francese pierre, ossia pietra. I pirriaturi erano i cavapietre o tagliapietre e, per chi non lo sapesse, a loro fu intitolata la via omonima in cui abitavano tutti perché, anticamente, nella zona del Papireto sorgevano delle cave di pietra. Come per altre vie del Centro Storico (pensate alle vie dei Chiavettieri o dei Materassai o dei Lattarini per fare qualche esempio), questa stradina prende il nome dall’attività artigianale dei suoi abitanti o di chi in queste vie aveva la bottega.

Tra i “pirriaturi celebri” è da annoverarsi  il famoso (almeno a Palermo) Petru Fudduni, sicuro pseudonimo (un nome è un mestiere) del noto poeta popolare palermitano vissuto nel Seicento e famoso per la sua estrosità e i suoi contrasti a suon di versi con celebri poeti dell’epoca.

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Per concludere, vi salutiamo con alcuni suoi versi!

Petru cu la petra si struiju,

e Petru cu la petra si campau;

a stissa petra chi Petru ‘ntagghiau,

un jornu, pi cummogghiu ci sirvìu.

Petru con la pietra si è evoluto,

e Petru con la pietra si è sostentato;

la stessa pietra che Petru ha intagliato,

un giorno, per tomba è servita.

Alla prossima!